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La corte con le galline rispecchia pienamente il concetto di allevamento rurale volto all’autoconsumo, ove come in passato, ciascun frammento, ciascun tassello che compone l’aia stessa, ha un ruolo ed occupa un posto ben definito.

Nelle corti contadine, seppur potessero apparire a volte caotiche, nulla era lasciato al caso. Convivevano insieme polli e oche, anatre e tacchini, faraone e colombi.

L’allevamento dei polli costituiva una fonte di proteine per la famiglia contadina sia con il consumo delle carni che delle uova.

L’ allevamento delle oche era praticato per vari motivi: l’attitudine di questi animali di pascolare in terreni marginali, rivali, cavedagne, argini e maceri abbinati ad un basso fabbisogno di granaglie permetteva di farli crescere con l’utilizzo di risorse pressoché spontanee e quindi a basso costo. Il rapido accrescimento dei giovani soggetti permetteva di avere già in primavera animali pronti per la macellazione in un momento in cui i giovani polli d’annata erano ben lontani dall’essere pronti per la mensa. L’ oca veniva allevata anche per la precocità dell’inizio della deposizione: in gennaio e febbraio infatti le oche fornivano già le prime uova, particolarmente apprezzate dalle sfogline per la consistenza ed il colore del tuorlo, in un periodo in cui il resto del “pollaio” non era ancora in piena deposizione. Non da ultimo l’oca risultava essere resistente alle principali malattie che sovente decimavano il resto del pollaio.

Le anatre venivano facilmente allevate in corrispondenza di zone umide, corsi d’acqua, maceri e stagni e vista la rusticità e frugalità di questi animali si allevavano numerosi capi destinati al consumo di carni fresche, stagionate e alla produzione di uova.

I tacchini si utilizzavano quasi esclusivamente per la spiccata attitudine delle femmine alla cova naturale. Costituivano un vero e proprio tesoretto per la famiglia mezzadrile in numero di tre femmine e un maschio (detto “e zug”) considerati al di fuori dei patti agrari che definivano i rapporti economici tra mezzadro e proprietario del fondo.

Le faraone nelle colorazioni bianche e lilla venivano allevate in grandi branchi e lasciate pascolare nei campi dopo i raccolti cibandosi delle granaglie cadute, dei semi delle infestanti e di numerosi insetti . Gran parte delle faraone veniva destinato alla vendita nei mercati locali.

Non per ultimi i colombi, allevati per la capacità di spostarsi al di fuori del fondo agricolo “cibandosi anche della parte del padrone”. Sarà solo dopo la Rivoluzione Francese e le tante teste tagliate, che venne concesso non solo ai nobili di poter allevare colombi. La rapidità di accrescimento dei piccoli abbinato alla costanza riproduttiva nell’arco dell’annata ha fatto si che in tutte le famiglie contadine ci fossero sotto i fabbricati rurali le cassette per la deposizione dei colombi.

Le razze presenti un tempo, non erano quelle allevate oggi a livello industriale poiché negli anni sono state selezionate razze ed ibridi ben più precoci e produttivi.

Pur occupandoci di altro nella vita, condividiamo la passione per la conservazione, salvaguardie e miglioramento di alcune razze.

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